In visita al...Museo DucatiUltimo aggiornamento (Giovedì 14 Maggio 2009 17:40) Scritto da Danilo Panebianco Mercoledì 13 Maggio 2009 18:34
LA SINDROME DI STENDHAL Riporto da Wikipedia: “La sindrome di Stendhal, detta anche sindrome di Firenze, è il nome di una presunta affezione psicosomatica che provoca tachicardia, capogiro, vertigini, confusione e anche allucinazioni in soggetti messi al cospetto di opere d'arte di straordinaria bellezza, specialmente se sono compresse in spazi limitati.”Questa è più o meno la sensazione che un appassionato può provare in visita alla Ducati nel contemplare i pezzi di pregio assoluto esposti nel museo dedicato alla storia di una azienda ormai leggendaria nell’immaginario collettivo che entra di diritto nel concetto di moto italiana per antonomasia.Un’azienda ancor più illuminata dal fatto che si rende vicina ai suoi clienti..o a chi la sogna solamente aprendo le porte della sua catena di montaggio e del suo meraviglioso museo a chiunque volesse visitarlo (basta prenotarsi al sito www.ducati.com http://www.ducati.com/it/heritage/museo/form_prenotazione/form_prenotazione.html a questo link)..Le visite sono programmate in due tours giornalieri il primo alle ore 11:00 il secondo alle ore 16:00 da lunedì al venerdì..Una visita consigliatissima a chi vuole sapere di più su questa fantastica marca di motociclette,dalla sua filosofia di produzione ,da dove viene e verso dove è diretta..Alla reception si è consegnati nelle mani di ragazze carine e preparatissime come Erika Giuliano ,quando parla ti trasmette la passione da motociclista purosangue,addirittura è figlia di quell’Ermanno Giuliano,collaudatore e pilota ducati degli anni 70,che ha dato un contributo notevole alla crescita della casa bolognese..
Erika ci spiega come la catena di montaggio Ducati sia impostata sul metodo TOYOTA detto “Kaizen” che in giapponese significa :”gli italiani si sono vendicati del fatto che gli abbiamo copiato le moto fino ad oggi” :-)Ovviamente scherzo..il vero significato è:” Cambiamento verso il meglio” .. un concetto basato sulla riduzione e l’ottimizzazione delle scorte,allo scopo di migliorare la qualità costruttiva e la reattività alle richieste di mercato… si nota all’interno della fabbrica come il prodotto ducati sia ancora vincolato ad un sistema quasi artigianale affiancato alla massima tecnologia disponibile.. la struttura base di montaggio consta di 4 linee produttive convergenti al reparto di collaudo ,ogni moto passa nella linea di montaggio 4 ore prima di arrivare al collaudo.. ![]() La linea uno assembla la Monster l linea due si occupa di multi strada,hypermotard e sport classic,la linea tre assembla le superbikes e la linea 4 è tutta dedicata alla streetfighterErika ci fa notare anche come il 95% dei fornitori ducati sia italiano..Quindi si sale ad un piano superiore,dove è ubicato il museo ducati..nell’atrio fanno bella mostra di se i migliori prodotti attuali dalla multi strada alla desmosedici rr da oltre 60.000 euro.. una moto che incute timore solo a guardarla…
Si inizia dagli albori quando nel 1926 i fratelli Ducati fondano la Ducati elettromeccanica che produce macchine da scrivere e telegrafi!! Inizia ad occuparsi di moto durante il dopoguerra ,nel 1946 nasce il “Cucciolo” una specie di mosquito che abbinava un piccolo motore a due tempi,ad un telaio di biciletta..ad arrivare alla prima vera moto,la “Marianna” da lì un percorso fatto di gloria che và da Mike “The Bike” Hailwood che porta per primo il cambio a sinistra per un infortunio..soluzione poi adottata da tutte le case motociclistiche del mondo..
fino ad arrivare ala nascita del desmodromico da parte dell’ingegner Taglioni ,che applica questa tecnologia in dotazione ai motori aereonautici ai motori delle motociclette,al primo mondiale superbike della mitica 851,alla nascita della 916,creata dall’ingegner Tamburini,che vidi svilupparla personalmente sulle strade dell’appennino tra Marche e Romagna.. ai successi di ,Roche,Mertens,Fogarty,Corser,Hodgson,Bayliss,Chili, con le SBK e le vittorie in moto gp della desmosedici pilotata da Capirossi e Stoner..Erika ,finito il giro,addirittura si ferma a spiegarmi alcune chicche extra..sulla leggendaria Ducati apollo,la prima 4 cilindri di casa ducati,terribilmente pesante e potente che rimase un prototipo costruito in soli 2 esemplari… inoltre mi svela quale fosse stato il vero colore corsa della Ducati…ovvero il grigio argento.. che diventò rosso negli anni ’70 quando la federazione internazionale assegnò i colori corsa alle moto prodotte nei vari stati.. grigio argento alla Germania,rosso all’Italia,verde alla Gran Bretagna ..
Nel vedere tante cose tutte insieme ho avuto quasi la sensazione di essere frastornato da tutta quella storia,prestigio,orgoglio,meccanica… un percorso motociclistico culturale ,obbligatorio a chi ama la moto ..perché il motociclista non sia solamente dotato di manico o soldi da investire sulle moto…ma sia anche dotato di cultura motociclistica ..ciò che davvero serve a vivere la moto con consapevolezza e completezza..
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